Blog di Walter Fantauzzi

Apple blocca il progetto iPodHash e finisce in un'aula di tribunale

Apple blocca il progetto iPodHash e finisce in un'aula di tribunale

È COMINCIATO il processo ad Apple per aver bloccato il progetto open source iPodHash, che permetteva di mettere la musica su apparecchi iPod e iPhone tramite computer Linux. È una vicenda che ha aperto una polemica, nel mondo del software libero, sui metodi utilizzati da Apple per difendere la propria posizione dominante nel mercato della musica digitale.

Com'è noto, per trasferire dal pc la musica su iPod e iPhone (ma anche immagini, filmati), Apple richiede l'uso dell'applicazione iTunes, che però funziona solo su Mac Osx e Windows. È un problema per chi utilizza computer con software libero (Linux). Il programma iTunes contiene un sistema di crittografia per comunicare con l'iPod e l'iPhone, tramite un algoritmo proprietario. Di qui la nascita di iPodHash: riusciva a decodificare questo algoritmo e quindi consentiva a pc Linux di comunicare con apparecchi iPod.

Apriti cielo: un avvocato di Apple, a novembre 2008, ha scritto al gestore del sito iPodHash, minacciando denunce e di fatto ottenendo che venisse rimosso il programma. Ma non poteva finire lì. La storica associazione Electronic Frontier Foundation (Eff), che si batte per le libertà civili nel mondo digitale, ha citato a giudizio Apple per le pressioni fatte su iPodHash.

Secondo loro, il progetto non violava la tecnologia di protezione usata da iTunes, cioè Fair Play. In una causa separata, ha denunciato Apple anche OdioWorks, che ospitava il progetto sulle proprie pagine. "Le minacce di Apple sono censura, non difesa del proprio copyright", sostiene Eff.

Questa storia la dice lunga sulle beghe di quartiere che attraversano il mercato della musica digitale, rivelandolo ancora piccolo e chiuso. Soprattutto in Italia. "In realtà è un mercato che avrebbe bisogno della massima apertura e dell'interoperabilità tra piattaforme, per crescere", commenta Enzo Mazza, presidente Fimi (Federazione dell'industria musicale italiana). "Quello di Apple è un problema che c'è sempre stato: ha creato iTunes per vendere altro (gli iPod) e quindi vuole controllare il più possibile questo ecosistema", aggiunge. Proprio nei giorni scorsi, Fimi ha presentato il digital music report 2009.

Risulta che il mercato della musica digitale vale 3,7 miliardi di dollari, nel mondo, con una crescita del 25 per cento.

"Lo scorso anno sono stati 1,4 miliardi i brani scaricati attraverso la rete ed oggi le nuove piattaforme digitali ricoprono il 20% di tutto il mercato discografico mondiale, un dato notevole se confrontato con il 4% del cinema e dell'editoria", scrive Fimi.

Non altrettanto bene in Italia, "dove il mercato ha difficoltà: il digitale vale 15 milioni di euro, il 10 per cento del totale", dice Mazza. La metà della quota media mondiale, quindi. "Da noi domina tantissimo iTunes, con il 70 per cento di quota di mercato, ma soprattutto a causa dell'inerzia dei concorrenti". Per prima cosa, ora si è sgonfiato il business delle suonerie su cellulari, "per colpa di chi le vendeva, a prezzi troppo alti", dice Mazza. Resta promettente la vendita di canzoni su internet, "ma qui c'è un problema di comunicazione. La gente non sa che ormai è possibile prendere molte canzoni a prezzi bassi o addirittura gratis via internet, in modo legale", continua.

È facile scoprirlo, facendosi un giro tra i vari siti dedicati: per i grandi appassionati di musica, bastano circa 20 euro al mese per scaricare una mezza dozzina di album, sfruttando le offerte combinate di eMusic, Deejay.it, Dada.it, per esempio. Insieme, hanno cataloghi completi di musica delle major e delle etichette indipendenti. A questo, si possono sommare i download gratis che è possibile fare tramite il sito Downlovers.it. Insomma, le alternative ci sono e sono abbondanti, non c'è solo da scegliere tra comprare un cd a 20 euro e il download pirata. Ma a sapersi muovere tra le offerte sono pochi, in Italia.

 

fonte: LaRepubblica.it

Apple: numero uno nella soddisfazione dei clienti

Logo Apple

Forrester Research ha pubblicato un report sull’esperienza dei clienti con i propri computer che vede Apple guadagnare un vantaggio significativo sui suoi diretti competitor.

L’azienda di Cupertino ha totalizzato 80 punti accumulati in diversi comparti: facilità d’uso, soddisfazione dei bisogni e piacevolezza dell’esperienza. Il rivale più vicino è Gateway che ha totalizzato 66 punti. Le altre aziende sono state HP (64), Compaq (63) e Dell (58).

Lo studio è stato condotto su un campione di 4500 persone da Bruce Temkin. Il ricercatore in una nota personale ha aggiunto che il vantaggio di Apple era particolarmente alto nel comparto della facilità d’uso e della piacevolezza di utilizzo. Pare che in quelle aree, Apple abbia staccato di più del 15% i suoi rivali.

Il risultato di Forrester giunge giusto ora che Microsoft ha avviato una nuova fase della sua campagna pubblicitaria esaltando la figura dell’acquirente interessato unicamente al prezzo e alla comparazione delle caratteristiche hardware: la ricerca evidenzia il contrario.

Temkin sostiene che Microsoft e le aziende produttrici di PC hanno bisogno di cambiare strategia ed enfatizzare la qualità dell’esperienza che possono offrire piuttosto che il prezzo competitivo.

[Via Electronista]

Apple aggiunge i film all'iTunes Store Germania

itunesgermania

Dopo gli ShowTV, anche i film sbarcano sull’iTunes Store di Germania. Infatti, a partire da oggi gli utenti tedeschi di iTunes possono acquistare o affittare oltre 100 film in alta definizione (HD) di Paramount Pictures, Warner Bross, Metro-Goldwyn-Mayer, Walt Disney, Sony, Universum e Shorts International.

Questi i prezzi: € 7,99 per acquisatre i film da catalogo, € 9,99 per quelli recenti, € 13,99 per quelli nuovi. Per affittare un film servono € 2,99 oppure € 3,99 (dipende se si tratta di “prime visioni”) e chi ha una TV o un computer con monitor HD per 1 solo Euro in più può richiedere il film in alta definizione.

Il film affittato bisogna guardarlo entro 30 giorni dall’acquisto ed entro 24 ore non appena si avvia la riproduzione.

Per quanto riguarda noi italiani, non esiste neppure un rumor su quando potrebbe essere inaugurata la sezione Film dell’iTunes Store Italia.

6 brevetti Apple (vecchi e nuovi) pubblicati dal dipartimento USA

Il dipartimento statunitense per la registrazione dei brevetti ne ha reso pubblici i dettagli di ben 6 depositati da Cupertino negli ultimi anni, e finora non diffusi.
Le registrazioni riguardano tanto tecnologie nuove, non ancora utilizzate, tanto cose già viste nei prodotti in commercio.
In particolare, Apple ha chiesto la tutela per le seguenti invenzioni:

- 7519808: Metodi e strumenti per un veloce “risveglio” dallo sleep mode

- 7519838: Metodi e strumenti per la gestione dell’energia nei sistemi informatici (volto all’ottimizzazione delle prestazioni energetiche)

- 7519180: Metodi e strumenti per la protezione dei file dalla copia (utilizza sia una chiave criptata, come Fairplay, sia un watermark)

- 7518881: Uso di condensatori per stabilizzare il voltaggio e ridurre la rumorosità degli alimentatori

- 7518611: Sistema di database per l’archiviazione di file di diversa tipologia (alla base di iTunes e iPhoto)

- 7517222: Connettore magnetico per apparecchi elettronici (il noto ed apprezzato MagSafe)

Comunque la si pensi, non si può negare l’estrema vitalità dei laboratori di Cupertino, costantemente impegnati ad esplorare nuove tecnologie da applicare nei prodotti: forse è questa la vera forza di Apple…

Brevetti: Apple esplora nuove interfacce per iPhone


Storicamente all’avanguardia nello sviluppo delle interfacce, Apple continua a studiare nuovi metodi con cui interagire con i dispositivi mobili. Due ambiziosi brevetti pubblicati nelle ultime due settimane mostrano come potrebbe comportarsi un iPhone se fosse in grado di distinguere i movimenti dell’utente.

Il primo brevetto esplora la possibilità di usare il movimento come interfaccia a sé stante, cioè di far corrispondere a specifici movimenti, specifici comandi. Ad esempio, scuotere iPhone per rispondere ad una telefonata potrebbe consentire ad un utente che fa jogging di continuare a correre senza pericolose distrazioni. Resta tuttavia un’applicazione piuttosto ardita e di difficile implementazione. Più verisimile, invece, il secondo brevetto pubblicato oggi. Su di esso si legge che, talvolta, gli utenti possono trovare difficoltà a usare o leggere gli elementi dell’interfaccia in determinate situazioni, come per l’appunto in corsa o sui mezzi di trasporto:


Mentre l’utente ed il dispositivo sono in movimento, l’abilità dell’utente di interagire con il display touch-screen può essere compromessa dal movimento, distraendo l’utente dall’esperienza d’uso dell’interfaccia grafica.